Partecipazione è libertà

Libertà è partecipazione”, cantava Giorgio Gaber tanti anni fa. A me piace ribaltare i termini in occasione del rinnovo dei Consigli di partecipazione, a livello parrocchiale, zonale e diocesano (Consiglio Pastorale e Consiglio per gli Affari Economici): “Partecipazione è libertà”.
Partecipare nella Chiesa è espressione della propria libertà di esercizio del “munus” sacerdotale, regale e profetico che ci vengono dal battesimo.
Ma partecipare significa anche assicurare alla Chiesa la sua libertà: dall’autoritarismo dei “chierici” (il clericalismo), sempre possibile e sempre dietro l’angolo; e dall’autoritarismo dei laici, pericoloso e incombente quanto il primo…
Auguro ai nuovi consigli di garantire e tutelare questa duplice libertà.
Non è più il tempo del grande entusiasmo per queste forme di partecipazione, lo so. Ma le cose belle e durature difficilmente si reggono sulle ali dell’entusiasmo: chiedono invece passione, fatica quotidiana, abnegazione, sacrificio, generosità, altruismo. Sono certo non mancheranno!

Il Priore

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